mercoledì 26 aprile 2017

Malattie, nessun legame tra meningite e immigrazione: vaccino utile

L'ultimo caso di meningite registrato a Milano ha riaperto la polemica sull'accoglienza degli immigrati. Per la comunità scientifica non esiste alcun legame tra la diffusione del batterio e i migranti che arrivano dall'Africa. Infatti, secondo il medico e accademico del San Raffaele Roberto Burioni, "In Europa i
tipi predominanti di meningococco sono B e C, ed in particolare i recenti casi di cui si è occupata la cronaca sono stati dovuti al meningococco di tipo C; al contrario, in Africa i tipi di meningococco più diffusi sono A, W-135 ed X". "Per cui - prosegue Burioni - è impossibile che gli immigrati abbiano qualcosa a che fare con l'aumento di meningiti in Toscana. Per cui chi racconta queste bugie è certamente un somaro ignorante". Anche secondo Adriano Lazzarin, primario di Malattie Infettive dell'Ospedale San Raffaele di Milano, l'"accoglienza killer" non esiste: "tra le ondate migratorie e i casi di meningite registrati in Italia - dice - non c'è nessun collegamento per due motivi: prima di tutto, perché in Africa è diffuso il meningococco di tipo A, mentre da noi si sono verificati finora soltanto casi di infezione riconducibili ai ceppi B e C. Bisogna poi considerare - continua Lazzarin - che il meningococco non lo "importiamo" dall'Africa, ma è già presente in Italia: secondo l'Istituto Superiore di Sanità nel nostro paese ci sono tra i 5 e i 10 milioni di portatori sani di meningococco. Quindi è  molto più probabile essere contagiati da un italiano piuttosto che da un migrante". Per proteggersi da questa eventualità è possibile affidarsi alla vaccinazione. Esistono tre tipologie di vaccino anti-meningococco: il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC); il vaccino coniugato tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y; il vaccino contro il meningococco di sierogruppo B.



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